Alberto Ghinzani è nato nel 1939 a Valle, nella campagna lomellina, nella casa di famiglia dove i genitori si erano trasferiti alle prime avvisaglie di guerra; torneranno a Milano solo alla fine del conflitto. Qui inizia gli studi e in seguito si iscrive al liceo artistico e poi all’Accademia di Brera, dove frequenta il corso di scultura di Marino Marini.
Numerose sono le presenze in rassegne e mostre personali in varie città – Milano, Galleria delle Ore (1970-1971) e Galleria Bergamini (1975-1980), Zurigo, Lempen Galerie (1977), Galleria d’Arte Contemporanea di Alessandria, Firenze, Torino, Piacenza, Como e Roma. È presente alla Biennale del Bronzetto di Padova, a Campione d’Italia, alla Quadriennale di Roma, alla Biennale Città di Milano, alla Biennale di Piacenza dove ottiene il primo premio della scultura. Sempre negli anni Settanta partecipa al Festival A-Hùm in Giappone, espone alla Promotrice di Torino e a Milano alla Rotonda della Besana e alla Permanente. Con gli artisti Bonalumi e Ossola, realizza nel 1983 “Il segno della pittura e della scultura” (catalogo edizioni Mazzotta), che segna l’inizio di una serie di esposizioni presso la permanente di Milano e che vedranno la sua partecipazione diretta alla curatela e all’organizzazione.
L’interesse per la poesia, da sempre frequentata come lettore, si fa prevalente, forse dovuto alla conoscenza diretta di poeti come Montale, Sereni e Raboni, così da indurlo a pubblicare nel 1997 una prima raccolta “Sul margine del foglio”, seguita da “Di noi per dopo” e “Per dopo, sette inediti”, testi poetici che fanno da raccordo e complemento al linguaggio della scultura. L’Accademia di Brera, dove è stato docente per diversi anni, gli dedica un’antologica di disegni.
Alberto Ghinzani muore il 5 aprile del 2015 a Milano.
